DECRETO-LEGGE 28 ottobre 2020, n. 137. Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Sintesi delle principali previsioni e misure a sostegno delle imprese introdotte dal Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (il c.d. “D.L. Ristori”) pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 269 del 28 ottobre 2020.

Il cosiddetto “Decreto Ristori” introdotto a seguito delle nuove restrizioni introdotte dai DPCM, rispettivamente, del 13 e 24 ottobre 2020, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 269 del 28 ottobre 2020.

Esso recante” Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19” (c.d. ).

In 35 articoli, il decreto-legge interviene in diversi settori al fine di offrire vari sostegni economici e sociali ai cittadini a fronte del nuovo incremento di diffusione del virus.

Con particolare riferimento al diritto del lavoro privato, il Decreto Ristori modifica o proroga alcune delle previsioni già contenute nei precedenti decreti emessi dal Governo nel corso di questa crisi epidemiologica (in particolare, il “Cura Italia”, il “Decreto Rilancio” e il “Decreto Agosto”).

Innanzitutto, il nuovo provvedimento normativo reitera sino al 31 gennaio 2021 il divieto di licenziamenti, sia individuali che collettivi, per giustificato motivo oggettivo, ormai introdotto a marzo scorso con il primo decreto “Cura Italia” e poi prorogato, da ultimo, con il “Decreto Agosto” fino al 31 dicembre 2020.

In conformità con quanto già disciplinato dallo scorso decreto-legge, durante il summenzionato periodo di sospensione sono eccezionalmente consentiti:

– i licenziamenti dovuti alla cessazione definitiva dell’attività imprenditoriale , conseguenti alla messa in liquidazione della società;
– i licenziamenti nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale finalizzati alla risoluzione del rapporto di lavoro di quei lavoratori che aderiscano a tale accordo;
– i licenziamenti intimati in caso di fallimento senza esercizio provvisorio dell’attività ovvero nel caso di cessazione dell’attività.

Il Decreto Ristori ha però predisposto – ai sensi dell’articolo 12 comma 1 e 2 – la possibilità di richiedere ulteriori 6 settimane di cassa integrazione ordinaria per COVID-19, usufruibili tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021, da parte di quei datori di lavoro che abbiano già fatto ricorso sia alle 9 settimane di cassa integrazione ordinaria previste dal “Decreto Agosto” sia alle precedenti 9 introdotte con le antecedenti misure, nonché da parte dei datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dalle misure restrittive del DPCM del 24 ottobre 2020.

In aggiunta, viene ulteriormente rinnovato di altre 4 settimane (usufruibili sino al 31 gennaio 2021) l’esonero dagli obblighi contributivi a carico dei datori di lavoro (con l’esclusione di quelli agricoli) che abbiano fatto ricorso ad un trattamento di integrazione salariale nel giugno 2020 e sulla base delle ore utilizzate.

Con particolare riferimento però all’utilizzo dello smart-working e all’applicazione dei protocolli di sicurezza sul lavoro, si rammenta che gli ultimi DPCM rispettivamente del 13 e 24 ottobre 2020 hanno nuovamente rimarcato la raccomandazione per i datori di lavoro e gli studi professionali di favorire, ove possibile, lo smart-workingl’utilizzo di permessi e ferie già maturate dai dipendenti, nonché di implementare obbligatoriamente il Protocollo condiviso del 24 aprile 2020, in tutti i luoghi di lavoro.

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